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I neomaggiorenni e la guerra: un racconto di dubbi e paure

Continua a imperversare il conflitto in Ucraina. Persino qui, seppur a distanza di migliaia di chilometri, i giovani bergamaschi temono un possibile conflitto mondiale.


Immagini, notizie e reportage continuano a provenire dal fronte bellico. Mentre si combatte per il possesso dell’Ucraina, con il pensiero che corre verso i cittadini bombardati, la Nato si mantiene neutrale. Dall’inizio della guerra si parla però di un possibile conflitto mondiale che coinvolgerebbe anche l’Italia, assieme ovviamente agli altri paesi del patto del nord atlantico. I ragazzi del nostro territorio che hanno appena compiuto 18 anni si sono espressi, andando a raccontare le proprie sensazioni sulla faccenda. D’altronde con una guerra nell’est europeo, e un nefasto scenario di un ipotetico arruolamento obbligatorio, la paura la fa da padrona tra diversi giovani.

C’è chi, come Lorenzo, non teme affatto un conflitto, ritenendo che la guerra si fermerà con la conquista dell’Ucraina. Dalla parte opposta abbiamo opinioni come quelle di Alessio: la terza guerra mondiale lo spaventa, e non poco. Inoltre, aggiunge, ritiene anche che si stia sottovalutando la situazione, solo perché sta tutto accadendo in una realtà a noi così diversa e distante. Insomma, imbracciare un fucile, per quanto sia impossibile per alcuni, è una concreta possibilità per altri. Se così dovesse accadere sogni e progetti di un’intera generazione andrebbero in fumo, consegnando agli orrori della guerra migliaia di giovani. È questo il timore di Filippo, che non vuole veder svanire gli anni migliori della sua adolescenza.

Non è finita qui, perché una cosa certa è l’aumento del prezzo del gas, per cui si prevede un aumento del 40% qui nel Belpaese. I costi in salita e la mancanza di metano saranno un problema, ritiene Alessandro, oltre che la miriade di innocenti cittadini che verranno uccisi. “Ho paura che sia più il gas che i russi useranno contro i cittadini ucraini, che non quello che esporteranno” dice con un tono di nera ironia.

“È una situazione critica. L’unica cosa che possiamo fare al momento è rimanere ottimisti e confidare nella diplomazia” dice Luca.

Ultima, ma non per importanza, c’è la storia di Flavius, rumeno, ma da sempre cresciuto a Bergamo. La possibilità di un intervento bellico della Romania è concreta. Questo nel caso in cui la Russia non volesse fermarsi o se la guerra dovesse scatenarsi, lo mette in una posizione difficile. Se dovesse partire una chiamata alle armi nel suo paese (più probabile rispetto all’Italia perché confinante con l’Ucraina) egli potrebbe dover lasciare Bergamo e partire per il fronte. Il tutto per combattere una guerra non sua, per una causa non sua, ma solo per “i sadici giochi di qualche potente”.

Storie, paure, fragili sicurezze o semplici opinioni di giovani ragazzi catapultati da un giorno all’altro in questa situazione. Ragazzi comuni che però, come detto, potrebbero perdere tutto. Ma questa è solo una delle conseguenze di quel malato evento chiamato “Guerra”.




Il possibile scenario dove i giovani bergamaschi imbracciano un fucile.

Fonte avvenire.it

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